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Visita dell'U.A.L.R. di Lione a Torino





TORINO – LIONE

 Il Gemellaggio si consolida

Una comitiva di oltre venti francesi dell’ U.A.L.R. (Unione Artiglieri Lionnesi e della Regione), con la quale siamo gemellati dallo scorso anno, è giunta sabato 30 settembre a Torino in pullman per un fine settimana da dedicare alla visita della Città e dintorni. La comitiva era accompagnata dal Presidente Alain Curtil e Signora che, lo scorso anno, avevano voluto partecipare alla nostra Festa del 15 giugno. Faceva parte del gruppo anche il Presidente della Federazione Nazionale Artiglieri francese Gen.D. Jean Pierre Meyer e Signora che, non conoscendo Torino, hanno voluto approfittare dell’occasione. Il Presidente A. Curtil fin dal giugno dello scorso anno aveva manifestato l'idea di questo viaggio e ci aveva chiesto una collaborazione per il programma. Così è iniziata l' elaborazione in comune che si è perfezionata nel mese di febbraio con la venuta a Torino del Presidente A. Curtil e del Tesoriere B. Borolin per mettere a punto i particolari e poter così informare compiutamente i loro Soci. Il programma messo a punto è stato compiutamente realizzato ed è quì sintetizzato.

Sabato pomeriggio 30 set. la comitiva è puntualmente giunta a Torino presso l'Hotel Pacific. Dopo il check-in in albergo e la sistemazione nelle camere li abbiamo accompagnati alla Basilica di Superga dove hanno potuto visitare l'interno, il Memoriale posto sul fianco della Basilica - nel punto in cui si è schiantato nel 1948 l'aereo proveniente da Lisbona che trasportava il "Grande Torino"- e, quindi, dal piazzale hanno potuto ammirare il magnifico panorama compresa la Città di Torino. La serata si è conclusa presso la Sede della Sezione dove, dopo i rispettivi saluti e lo scambio di oggetti ricordo, è stata servita una ricca cena buffet agli ospiti ed agli oltre 30 Soci venuti ad incontrare gli amici artiglieri francesi.


Monumento Nazionale all'Artiglieria

 Omaggio floreale  da parte U.A.L.R.  
(Unione Artiglieri Lionnesi)


Domenica mattina, dopo la deposizione, voluta dai francesi, di un omaggio floreale al Monumento Nazionale all'Artiglieria, unitamente ad una numerosa rappresentanza di nostri Soci, la comitiva dei francesi è ripartita verso Racconigi. Quì giunti gli ospiti sono stati accompagnati a visitare una locale fabbrica di sapone e profumi e, quindi, guidati verso il Castello dei Savoia dove li attendeva la guida per l' illustrazione in francese del Castello stesso. Al termine della visita pranzo presso il Ristorante "Mose", situato nei pressi del Castello, che prevedeva la degustazione, graditissima, del " bollito misto" nota specialità piemontese. A queste attività era presente il Delegato Regionale Gen. Luigi Ghezzi. Al termine del pranzo il gruppo ha raggiunto Torino dove, dopo un breve giro turistico della città in pullman, illustrato da un nostro Socio, gli ospiti sono stati accompagnati in un percorso a piedi da Porta Nuova a Piazza Castello (il salotto di Torino) che è stato unanimemente apprezzato e magnificato. Gli ospiti hanno poi concluso la serata con un buffet consumato presso il Ristorante dell'Hotel.


 Onori al Monumento  dell'Artigliere  di Torino 


Lunedì mattina è stata effettuata la visita al "Museo Storico Nazionale dell'Artiglieria" e, quindi, su richiesta degli ospiti stessi, una veloce visita al famoso Mercato di "Porta Palazzo" (opportunamente "guidati" da quattro nostri Soci) dove hanno fatto in tempo anche ad acquistare alcune specialità gastronomiche da loro molto ricercate. Al termine la comitiva ha raggiunto l'Hotel per consumare il pranzo e, dopo i convenevoli ed i saluti, sono ripartiti soddisfatti alla volta di Lione.
L' apprezzamento dell' accoglienza e del sostegno durante la visita da parte di tutti gli ospiti è stato esternato sia dal Presidente Curtil sia dal Gen. Meyer con sentite parole di ringraziamento ed elogio per tutta la Sezione. Durante l'incontro si è potuto creare un clima di amicizia e direi di fratellanza che al termine ha lasciato tutti più lieti ed arricchiti per le nuove conoscenze.




Scambio di omaggi 


Nelle foto (sopra postate)  sono riportati alcuni dei momenti più significativi dell'incontro - lo scambio di omaggi con il Presidente Curtil e, presenti il Gen Meyer ed il Gen Ghezzi, l' omaggio floreale al Monumento Nazionale all'Artiglieria - colti dai nostri Soci, professionisti del clic, Gen. Roberto Montagna e Signora Maria Grazia Spadaro.



Gen. Epifanio Pastorello







Domenica 3 Dicembre 2017 - Celebrazione ricorrenza S. Barbara, Patrona dell'Arma di Artiglieria






ASSOCIAZIONE NAZIONALE ARTIGLIERI D’ITALIA
Sezione Provinciale di Torino
Gen. Alessandro Goria di Dusino”


Torino, 8 novembre 2017

OGGETTO: celebrazione della ricorrenza di S. Barbara, patrona dell’Arma di Artiglieria, (domenica 3 dicembre 2017).


Domenica 3 dicembre 2017 celebreremo la ricorrenza di S. Barbara con gli Artiglieri da Montagna del Nucleo da 75/13 e deporremo una corona d’alloro ai monumenti:
- all'Arma di Artiglieria (Arco monumentale in C.so Vittorio Emanuele II, presso il Valentino) alle ore 10.00;
- all’Artigliere da Montagna (in Corso Vittorio Emanuele II angolo Corso Ferrucci) alle ore 10.45.

Di seguito il programma completo della manifestazione:

- 9.45-9.55: afflusso dei Soci e Simpatizzanti presso il Monumento all’Arma di Artiglieria (Arco monumentale in Corso Vittorio Emanuele, al Valentino);
- 10.00: onori alla massima Autorità;
a seguire: deposizione di una Corona d’Alloro ed enunciazione della preghiera dell’Artigliere.

- 10.15-10.40: trasferimento al Monumento Nazionale all’Artigliere da Montagna.
- 10.45: schieramento
- 10.55: onori alla massima Autorità;
a seguire: deposizione di una Corona d’Alloro ed enunciazione della preghiera dell’Artigliere da Montagna.
- 11.30: celebrazione della S. Messa officiata dal Cappellano Don Diego Maritano nella Cappella della Scuola di Applicazione (ingresso da via Arsenale n. 22).
- 13.00-14.30: Pranzo Sociale nella Sala Ristorante del Circolo Unificato nel Palazzo Pralormo in Corso Vinzaglio 6, Torino.

(Per accedere al Circolo Unificato gli uomini devono indossare la giacca e la cravatta ed il costo per il pranzo è di 30 €).

Per la partecipazione al Pranzo Sociale (è gradita la presenza di familiari) è indispensabile la prenotazione telefonica, comunicando anche il nominativo degli ospiti, improrogabilmente entro venerdì 24 novembre, dal momento che per motivi di sicurezza dovranno essere compilati gli elenchi nominativi del personale per l’ingresso nelle infrastrutture militari.
È gradito il pagamento anticipato della quota pranzo e ritengo opportuno evidenziare che le prenotazioni comunicate alla Direzione del Circolo dovranno, comunque, essere corrisposte.

Le prenotazioni ed il pagamento anticipato della quota per il pranzo potranno essere fatte alla seguente utenza:

-  Segreteria Associazione tel. 011.8170560 (martedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.00); E-MAIL :          anartitorino@libero.it 
 -   oppure inviare e mail  al Vicepresidente Gen. Luciano Sorrentino  : e mail enlusor@alice.it 



È possibile effettuare prima del pranzo sociale il rinnovo della tessera per il 2018


Dal momento che nel mese di dicembre non sono previste altre manifestazioni, la festività di Santa Barbara sarà anche l’occasione d’incontro per lo scambio degli auguri natalizi.



Il PRESIDENTE 

Gen. D ( ris.) Epifanio Pastorello 

Sintesi della conferenza tenuta dal Generale Dario SACCO

Sintesi della conferenza tenuta dal Generale Dario SACCO



A proposito di migrazioni……i Celti (nostri progenitori)
Sintesi della conferenza tenuta dal Generale Dario SACCO

Il Piemonte fu abitato già nell’età neolitica da popolazioni definite “Liguri”.
In seguito accolse uno dei rami della gran famiglia ariana: i Celti, i quali si stanziarono
dalle Alpi al Po e, conoscendo le tecniche della fusione del ferro, costruirono armi più
incisive che diedero loro la supremazia sugli avversari.
Celti e Liguri erano divisi in numerose tribù, dislocate sul terreno a macchia di leopardo,
le quali fraternizzarono ed insieme cominciarono un’operazione di bonifica del territorio,
rendendo il terreno coltivabile e fertile.
Da questa unione venne a formarsi un ceppo Celto–Ligure che governò la nostra
preistoria impedendo ad altre tribù di entrare nella fertile e ricca valle del Po.
Altri Celti arrivarono in seguito, dal VI secolo a.C., e tra questi i Salassi che si
appropriarono della Valle d’Aosta e delle valli adiacenti bloccati però dal ceppo Celto–
Ligure nel Canavese.
Secondo i Romani i Celti (che essi chiamavano Galli ed i greci Galati) erano un popolo
che pur avendo una propria cultura, non poteva paragonarsi alle civiltà mediterranee.
La loro preistoria fu governata da due culture:
- la cultura Halstattiana dal IX secolo circa al VI secolo. Fu caratterizzata dalla
conoscenza della fusione del ferro, che permise loro di avere armi più sofisticate
degli avversari e la scoperta di giacimenti di salgemma, indispensabile per la
conservazione dei cibi e che li rese ricchi;
- la cultura Lateniana, dal VI secolo in poi, che fu caratterizzata dall’impiego dei carri
di combattimento, che creavano timore e terrore negli avversari, e dallo sviluppo
dell’arte che fu influenzata da quelle greco-romana e persiana.
Alla base dell’organizzazione politica della cultura celtica, c’era la Tribù al cui vertice
operavano il Rex ed il Druido; quest’ultimo era il referente morale del popolo e
coordinatore delle funzioni religiose e della giustizia.
La classe intermedia era rappresentata dai nobili, dai militari, dai possidenti e dai
cavalieri. Il popolo, aiutato dagli schiavi, che potevano essere venduti o sacrificati nella
funzioni religiose che lo prevedevano, produceva ricchezza per tutti.
La tribù, arrivata in una determinata zona, costruiva le capanne che venivano subito
cintate da palizzate protette da fossati. Nell’interno del villaggio tutto era organizzato
per il buon funzionamento della vita quotidiana.
Sotto l’aspetto fisico, i Celti erano tipicamente robusti, con capelli biondi e occhi azzurri.
Combattevano con una spada a lama corta che usavano come arma da taglio. In
combattimento preferivano il “corpo a corpo”; tuttavia dopo il primo assalto perdevano
slancio ed erano destinati a perdere contro eserciti organizzati; il grande storico Tito
Livio descrisse il loro modo di combattere con una frase lapidaria: “all’inizio combattono
più che da uomini, alla fine meno che da donne”.
La loro religione, il Druidismo, prevedeva l’immortalità dell’anima; in seguito venne
soppiantato dal Cristianesimo.
I primi Celti arrivati in Italia (Leponti, Insubri, Cenomani, Libui, Senoni e lingoni), si
schierarono a cavallo della valle del Po che in seguito i romani chiamarono la Gallia
Cisalpina per distinguerla da quella Transalpina posta aldilà delle Alpi.
A Roma giunsero nel 390 a.C.. Battuti i romani sul fiume Allia, i Senoni arrivarono in
città e la saccheggiarono. Per lasciare la città, richiesero un ingente pagamento in oro.
Durante la pesa si verificò l’episodio di Brenno che, scontento per i continui reclami dei
romani, gettò la spada su un piatto della bilancia gridando la frase “Vae Victis – Guai ai
vinti”. A questa frase rispose Furio Camillo presente alla pesa che, gettando la sua
spada sull’altro piatto disse la seguente frase” non auro, ma ferro, recuperanda est
Patria – non con l’oro ma con il ferro si riscatta la Patria”
Con la sconfitta di Talamone (222 a.C.), la stella celtica incominciò a tramontare.
Ebbe un sussulto nel 56 a.C. quando Vercingetorige, re celtico, radunò intorno a se
tutte le tribù delle Gallie Cisalpina e Transalpina ed applicando una tattica particolare
(terra bruciata avanti alla progressione delle legioni romane), mise in crisi l’intera
organizzazione comandata da Cesare.
Le forze in campo però erano a favore dei romani per cui Vercingetorige, barricatosi
nella città di Alesia, finì per arrendersi.
Cesare non ebbe pietà, lo fece sfilare in catene ed al suo fianco, attraverso i Fori
Imperiali e quindi lo fece imprigionare nel carcere Mamertino dove venne assassinato.




Resa di Vercingetorige


La nostra Regione fu abitata da molte tribù celtiche, specie a Nord Est.
I primi ad arrivare furono i Leponti che s’installarono nella Valle d’Ossola e nel Ticinese
ed ebbero come capitale Domodossola. Furono molto attivi nel commercio che dal
centro Europa si dirigeva verso il bacino del Mediterraneo e viceversa. Nella stessa
zona si sistemarono alcune tribù Insubri che furono i più fedeli alleati dei Cartaginesi di
Annibale.
Intorno a Novara, che fu la loro capitale, si sistemarono i Vertamocori, mentre intorno a
Vercelli, loro capitale, operarono i Libui.
Tra la Dora ed il Po si sistemarono i Taurini, provenienti dai Balcani, che non vollero
allearsi con i Cartaginesi e furono da questi puniti con la distruzione della loro capitale
Taurasia che venne ricostruita in periodo Augusteo con il nome di Augusta Taurinorum.
I Salassi, arrivati in Piemonte nel V secolo a.C. si sistemarono in Val d’Aosta e tennero
testa ai romani per oltre un secolo dopo che questi avevano sottomesso i Galli della
pianura.
Sotto l’aspetto artistico, occorre dire che l’arte si sviluppò nel periodo Lateniano e non fu
arte pittorica ma incisoria su materiale prezioso quale l’oro, l’argento, l’avorio e l’ambra.
Le opere d’arte furono in larga parte votive e tra esse ebbero la precedenza le armi ed i
calderoni che erano l’espressione della “Rigenerazione” e dei banchetti che si tenevano
nel mondo dell’aldilà.
Più prosaici, in quanto rappresentavano il commercio del vino, furono i Bricchi e le

coppe.





Calderone di Gundestrup


La musica celtica, è ancora oggi un genere molto popolare in Irlanda ed in Scozia.

                                                                          
                                                                       L’arpa celtica

Museo Nazionale dell'Artiglieria di Torino presso la Caserma Aimone

                    Alcune foto pervenute dall'Art. in congedo Luca Gerbaudo di Torino

                                               (Per vedere meglio le immagini cliccare sopra ogni foto)

















TORINO STORIA - Le immagini dimenticate della Regia Accademia Militare


"TORINO STORIA" N. 15 - FEBBRAIO
Le immagini dimenticate della Regia Accademia Militare, demolita dove oggi sorge il Teatro Regio. La mappa archeologica del centro storico. La spettacolare Cappella dei Mercanti, riaperta dopo un anno di restauri. Le immagini del vecchio Eliporto in Piazza D'Armi: volavamo a Milano in cinquanta minuti, quanti lo ricordano? La storia dell'Ospedale militare, inaugurato mentre scoppiava la prima guerra mondiale. E ancora: la nascita de "La Stampa" 150 anni fa; l'addio all'Ora Esatta, trasmessa in tivù da Mirafiori; il Museo della Scuola; l'eredità del Principe Eugenio di Savoia; il Villino Kind, che fu culla dello sci; il vecchio Cenacolo, quasi una casa delle fate... Su www.torinostoria.com l'edicola digitale e la sezione abbonamenti.





Statistica della visualizzazione del sito A.N.Art.I di Torino a livello Mondiale

Statistica  della visualizzazione del sito A.N.Art.I di Torino a livello Mondiale
Aggiornato al 28/01/2017 - (Cliccare sull'immagine/grafica)


N.B.  La Statistica  non può essere visualizzata sul blog ma dal realizzatore  del blog  per l'A.N.Art.I , quindi estrapolata e postata sul blog. Da notare che in Italia in questa grafica, il blog  è stato  visualizzato ben 7622  volte alla data sopra indicata.


Conferenza 24 febbraio 2017 - " Le grandi migrazioni... i Celti, nostri progenitori "







Il Presidente della Sezione Provinciale di Torino dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia
 Gen. D. Epifanio Pastorello
ha il piacere di invitare la  S. V.  alla conferenza del

Generale Dario Sacco
sul tema:

“Le grandi migrazioni….i Celti, nostri progenitori”


La conferenza si effettuerà venerdì 24 febbraio 2017 (ore 18.30)
 nella sala del Ristorante Sporting Dora in Corso Umbria 83, Torino

Alla conferenza farà seguito una cena (costo 22 €)
(prenotazioni entro sabato 18 febbraio p.v.: tel.011.887678-349.5936613 e-mail: enlusor@alice.it)